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Mercoledí 20 Settembre 2017
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Dieta mediterranea

Rimini ristorante presenta la Dieta Mediterranea Carboidrati, proteine, lipidi...

Nella società moderna il cibo e la sua assunzione appaiono sempre più carichi di valenze culturali e simboliche e sempre più lontani dalla loro intrinseca funzione biologica.

Le abitudini alimentari emergenti sono conseguentemente spesso lontane dalle basi di “saggezza del corpo” che avevano contraddistinto il primitivo radicarsi di moduli e stili di assunzione del cibo.

Le regole della “saggezza del corpo” si sono strutturate in un complesso equilibrio fra segnali (prevalentemente sensoriali) provenienti dai prodotti della natura ed esigenze fisiologiche dell’organismo, e si sono storicizzate attraverso una lunga vicenda di selezione ed umanizzazione delle risorse e di abbinamento fra gli alimenti.

Esistono precise basi biologiche per interpretare il radicamento dei comportamenti di saggezza del corpo: l’equilibrio fra fame e sazietà, la ricerca di nutrienti (quindi la selezione di alimenti e protocolli di consumo) tali da compensare tutte le esigenze del biochimismo dell’organismo, lo sviluppo di un istinto di “rifiuto” (verso cio’ che è tossico o contaminato) o di “accettazione” (verso cio’ che nutre) mediato attraverso le caratteristiche organolettiche dei prodotti.

Nelle regioni mediterranee tanto la benevolenza della natura, quanto il mirabile sforzo degli uomini (manifesto nella ricchezza e nella cultura delle loro civiltà) hanno favorito il radicarsi di stili alimentari pressochè unici per quel che riguarda la piena adesione alle regole di saggezza del corpo.

Le basi merceologiche e nutrizionali di questi protocolli di selezione e consumo degli alimenti possono essere così caratterizzate:

1) la rilevanza dei cereali e dei loro prodotti di prima (farine) e seconda trasformazione (pane, focacce) nella razione quotidiana;
2) la presenza nella dieta di consistenti quantità di proteine di origine vegetale, derivate dagli stessi cereali e dalle leguminose;
3) l’abbondanza della razione di ortaggi a foglia e di frutta (quindi il sufficiente apporto di fibra, vitamine e sali minerali);
4) l’origine prevalentemente vegetale della frazione lipidica e l’impiego generalizzato, come condimento, dell’olio di oliva (dunque il rilevante apporto di acidi grassi mono- e poli-insaturi);
5) il sapiente utilizzo delle erbe aromatiche come insapidenti delle formulazioni;
6) la modesta, ma qualitativamente determinante, presenza di latticini, pesce e carni (soprattutto ovine e suine);
7) il ruolo energizzante (e non soltanto simbolico) esercitato dalle bevande fermentate e soprattutto dal vino;

8) l’abbinamento degli alimenti secondo moduli variati e fantasiosi, comunque sempre completi dal punto di vista nutrizionale (cereali e legumi, cereali e condimenti lipidici, cereali ed alimenti di origine animale, carni o pesce con ortaggi, etc.);
9) la fruizione dei pasti secondo precise regole di periodicizzazione quotidiana (colazione leggera, spuntini, pranzo e cena più abbondanti) e di occasionalità (cibo festivo e cibo feriale);
10) la centralità dei protocolli basati sui piatti unici, owero la miscelazione degli alimenti in razioni ad equilibrata densità nutritiva. Come è noto l’evoluzione delle abitudini alimentari nel periodo più recente ha determinato una rivoluzione quali-quantitativa degli apporti e dei rapporti fra i nutrienti, in conseguenza della brusca accelerazione dei consumi di alcune basi alimentari nonchè della disponibilità di nuovi prodotti a superiore promessa di soddisfazione edonistica.

Come è noto l’evoluzione delle abitudini alimentari nel periodo più recente ha determinato una rivoluzione quali-quantitativa degli apporti e dei rapporti fra i nutrienti, in conseguenza della brusca accelerazione dei consumi di alcune basi alimentari nonchè della disponibilità di nuovi prodotti a superiore promessa di soddisfazione edonistica.