
La chiesa, ad aula rettangolare con abside e due cappelle laterali, è eretta dagli Agostiniani nel Duecento.
L’apparato decorativo, giunto ci in parte, si compone di affreschi e di un Crocifisso ligneo della Scuola del Trecento nmmese.
Nel XVIII secolo Perdinando Bibiena modifica facciata e interni, arricchiti da stucchi e dagli affreschi di Vittorio Maria Bigari; la pittura trecentesca viene occultata e solo nel 1916 un terremoto ne svela la presenza. Strappato nel 1926, il Giudizio universale sull’arco trionfale, è ora al Museo della Città.